Ora scrivi o devi scrivere con l’AI? Hai bisogno di velocizzare la stesura dei tuoi copy, oppure sei alla ricerca di ispirazione, ganci o, ancora, sei semplicemente stanco di vedere quel foglio vuoto?

Eppure hai provato a scrivere con l’AI e proprio non ti trovi: le intelligenze artificiali non ti ascoltano, fanno di “testa loro” e ti sembra di perdere ancora più tempo di quanto tu non ne perda scrivendo “a mano” da zero?

Scrivere con l’AI di Fulvio Julita è uno strumento che allora deve necessariamente capitare tra le tue mani.

La tua capacità di adattamento è rimasta indietro? Questo libro può essere una guida per te che non si limita solo ed esclusivamente a spiegarti come funzionano le AI per il copy, ma ti fornisce numerosissime strategie per usarle con logica realmente codificata, quasi accademica.

Oggi, dunque, parliamo di “Scrivere con l’AI” di Fulvio Julita, edito da Hoepli, un manuale che ogni copywriter, marketer o nomade digitale dovrebbe tenere sulla propria scrivania (fisica o virtuale che sia) soprattutto se sta curando un progetto o se lavora per un’azienda che ha tanta, tanta necessità di fare branding o di avere dei testi che riescano davvero a vendere (anche se scritti con l’ausilio di strumenti intelligenti).

Scrivere con l’AI di Fulvio Julita: il contesto del libro, il rapporto con le intelligenze artificiali e con la scrittura

Stiamo vivendo e -assistendo- tutti a un vero e proprio periodo di transizione in cui l’uomo oggi ha la possibilità di utilizzare dei tool intelligenti a proprio favore per ottimizzare alcune attività, e tra di esse rientra certamente anche la scrittura.

In particolare, nel contesto della scrittura stessa, l’AI viene ancora percepita dai più come una minaccia o, al contrario, come una bacchetta magica che utilizzano i pigri che non vogliono applicarsi.

Per questo riteniamo che Julita, con la stesura di questo saggio, abbia compiuto un’operazione di straordinaria lucidità: quella di riportare l’essere umano al centro del processo creativo, nonostante l’ausilio dell’AI.

 Il libro si distingue nel panorama dei libri di marketing per la sua capacità di trasformare la complessità sottile che soggiace all’utilizzo delle AI in una metodologia fluida, quasi naturale, che permetta di gestire la sovrabbondanza di informazioni tipica della nostra era e la loro organizzazione per creare dei testi coerenti, veritieri e che funzionano.

L’obiettivo? Fare in modo che il lavoro di chi comunica non sia solo “più rapido”, ma profondamente consapevole e orientato ai risultati di business che si intendono ottenere.

Chi è Fulvio Julita e perché il suo contributo è fondamentale?

Fulvio Julita non è un teorico dell’ultima ora, né uno dei tanti “evangelisti” dell’AI spuntati all’indomani del lancio di ChatGPT. È, prima di tutto, un esperto di comunicazione e di narrazione d’impresa (specialista nello storytelling), co-fondatore di Plume, una realtà che da anni guida aziende e professionisti nell’arte di raccontarsi online in modo autentico. Dunque la sua autorità nel campo deriva dalla profonda conoscenza delle dinamiche relazionali che muovono il web.

La sua forza risiede in un equilibrio raro e prezioso: Julita non guarda all’Intelligenza Artificiale con il timore reverenziale o il catastrofismo di chi teme di essere sostituito da una macchina, né con l’ingenuità acritica di chi pensa che un semplice tasto possa sostituire anni di esperienza e o di sensibilità editoriale. Al contrario, Fulvio legge l’AI come un potenziatore cognitivo, come un vero ausilio per chi lavora con la scrittura.

“Se l’intelligenza artificiale generativa fa in pochi secondi quello per cui noi esseri umani impieghiamo minuti o addirittura ore, dovremmo riflettere sull’opportunità che ci viene offerta”.

In questo libro, l’autore si pone come un solido ponte tra l’umanesimo creativo e l’algoritmo. Il suo approccio fa la differenza perché non si limita a insegnare “come si usa” lo strumento, ma educa a “come si pensa” insieme allo strumento.

Julita, insieme al contributo editoriale di molti specialisti nel settore del marketing, offre al lettore una visione pragmatica che scardina l’idea della delega totale della scrittura all’AI: mette al centro la qualità del pensiero umano, la capacità di giudizio e la sensibilità estetica, elementi che nessuna macchina può (ancora) replicare.

Leggere Julita significa capire che l’AI è un assistente instancabile, ma che la direzione artistica, l’etica e la responsabilità del messaggio restano, e devono restare, saldamente nelle mani dell’autore. È questa visione “umanocentrica” a rendere il suo metodo non solo efficace per il business, ma profondamente sostenibile per chi scrive per professione.

Perché oggi non puoi ignorare l’AI nella scrittura e nel copywriting? Una riflessione prima di continuare

Oggi è necessario ammettere che lo scenario della scrittura online è cambiato per sempre: siamo a un punto di non ritorno tra il “prima” e il “dopo” l’avvento dei modelli linguistici avanzati.

Per i copywriter, i content creator e gli esperti SEO, saper scrivere con l’AI non è più un “optional” da inserire timidamente nel curriculum per apparire aggiornati, ma è diventata una vera e propria competenza da sviluppare e da gestire con maestria.

A maggior ragione considerando il fatto che oggi, nel mercato digitale, la velocità di esecuzione è spesso decisiva: ignorare questi strumenti significherebbe condannarsi all’irrilevanza competitiva o soccombere sotto il peso di carichi di lavoro non più sostenibili con i metodi tradizionali.

Nel marketing digitale moderno, dobbiamo accettare che l’AI agisce ormai come un catalizzatore di efficienza: permette di abbattere drasticamente i tempi di produzione della “materia grezza”, e di eliminare lo stallo cognitivo della pagina bianca accelerando le fasi di ricerca e strutturazione, soprattutto nella scrittura.

Tuttavia, sarebbe un errore superficiale e grossolano limitare il suo valore ausiliario alla sola velocità.

Il vero vantaggio competitivo dell’utilizzo dell’AI nella scrittura risiede nella capacità senza precedenti di personalizzare i contenuti su scala.

Fino a ieri, adattare lo stesso concetto per dieci diverse buyer personas o declinarlo correttamente per cinque social network differenti richiedeva ore di lavoro certosino e di labor limae infinito; oggi, con le giuste strategie, questo processo può diventare più fluido e gestibile, permettendo allo scrittore con l’AI una capillarità comunicativa che prima era appannaggio solo delle grandi multinazionali con budget illimitati.

Per chi si occupa di SEO (Search Engine Optimization), l’integrazione dell’AI nel workflow è ancora più critica, considerando anche l’avvento dei nuovi motori di ricerca che funzionano con l’intelligenza artificiale.

Gli algoritmi dei motori di ricerca, sempre più raffinati, premiano oggi la pertinenza, la profondità e l’esperienza dell’autore (il noto paradigma E-E-A-T di Google).

Un copywriter esperto che padroneggia questi strumenti non li usa per generare “testi robotici, tutti uguali o sterili” o, ancora contenuti “spazzatura” che verrebbero penalizzati dai sistemi di ranking. Al contrario, li utilizza per analizzare l’intento di ricerca in modo scientifico, per trovare lacune semantiche nei testi dei competitor e per generare bozze ottimizzate che rispondano con precisione chirurgica alle domande degli utenti.

Il professionista con l’ausilio dall’AI può produrre testi che sono:

  • Strategicamente orientati alla conversione: grazie alla capacità dell’AI di applicare framework di vendita (come AIDA o PAS) con coerenza matematica.
  • Declinati puntualmente per ogni canale comunicativo: mantenendo un’identità di brand costante ma adattando il registro linguistico (micro-copy per social, approfondimenti per blog, urgenza per newsletter).
  • Controllati qualitativamente: perché l’essere umano smette di essere un semplice “semplice scrittore” ma può elevarsi al ruolo di editor e utilizzare in egual misura tutto il suo ingegno.

In definitiva, è vero che l’automatismo puro produce contenuti mediocri che affogano nel rumore di fondo del web. Ma la co-creazione tra umano e AI, invece, genera testi per il digitale  L’AI, dunque, non ruba il lavoro al copywriter; lo libera dalle mansioni alienanti per restituirgli il suo compito più nobile: pensare, connettere e convincere davvero.

La struttura del libro “scrivere con l’AI di Fulvio Julita”

Il manuale “Scrivere con l’AI” di Fulvio Julita edito da Hoepli è strutturato come un vero e proprio flusso di lavoro logico e sequenziale.

Fulvio Julita adotta un approccio didattico magistrale: non si limita a consegnarti “la ricetta” pronta all’uso — che rischierebbe di diventare obsoleta in pochi mesi — ma ti spiega nel dettaglio la biologia degli ingredienti e come giustapporli nella pratica.

Questo significa, per chi legge, comprendere i meccanismi profondi della generazione del linguaggio e le dinamiche psicologiche che legano l’autore alla sua opera.

Il libro accompagna il lettore attraverso un percorso di consapevolezza che trasforma il modo di intendere la produzione documentale, esplorando pilastri fondamentali:

  • La metamorfosi del panorama editoriale e il nuovo ruolo dell’autore: Julita analizza come l’avvento dell’intelligenza artificiale abbia scardinato le vecchie gerarchie della scrittura. Il libro indaga il cambiamento del mercato, dove la quantità non è più un vantaggio competitivo e dove il valore si sposta dalla capacità di battere i tasti alla capacità di orchestrare, verificare e validare il contenuto generato.
  • L’importanza vitale dello storytelling per il brand: l’AI, se lasciata a se stessa, tende alla neutralità e alla banalizzazione. Julita spiega come utilizzare l’intelligenza artificiale come una sorta di “estrattore di essenze”: si può imparare a interrogarla per far emergere i valori identitari, il tono di voce e le unicità di un’azienda, per trasformare meri dati in una narrazione coerente, umana e coinvolgente. Il libro insegna che l’AI non “scrive la storia”, ma aiuta a trovare le parole migliori per raccontare l’anima del brand, facendo sì che la comunicazione rimanga autentica e non diventi un riflesso generico di milioni di altri testi online.
  • La gestione della “scintilla creativa” e la ricerca delle fonti: ll processo creativo non nasce nel vuoto e Julita dedica ampio spazio alla fase preparatoria. Il libro affronta il tema delicatissimo dell’ispirazione e di come l’AI possa fungere da partner per il brainstorming, al fine di fornire il proprio ausilio nel superare il blocco dello scrittore. Viene data un’importanza capitale, inoltre, alla validazione delle fonti: Julita fornisce metodi pratici per navigare tra i suggerimenti dell’AI, distinguendo tra intuizioni brillanti e potenziali allucinazioni della macchina. Imparerai a nutrire l’algoritmo con dati verificati e di qualità, garantendo che la struttura del tuo contenuto sia solida, affidabile e autorevole sin dalle prime fasi di ideazione.

Il cuore del metodo del libro Scrivere con l’AI: prompt design e scrittura pratica

Se la strategia è l’orientamento da cui partire, il prompt design è il timone e il faro.

Fulvio Julita scende nel “fango” della produzione quotidiana, e trasforma quella che molti considerano un’attività di tentativi ed errori in una disciplina scientifica e replicabile. Il libro chiarisce un concetto fondamentale: il prompt non è un semplice comando, ma un ecosistema di istruzioni che definisce il perimetro d’azione della macchina.

Julita svela che parlare all’AI non significa impartire ordini secchi come “scrivi un post su questo libro”, ma instaurare una conversazione strutturata e contestualizzata, anche con una certa gentilezza.

Per scrivere davvero con l’AI il metodo potrebbe essere riassunto in quattro fasi critiche che trasformano radicalmente il processo di scrittura tradizionale:

1. L’ispirazione, il dato e il brainstorming

Il metodo Julita inizia ben prima della stesura. L’autore mostra come usare l’AI come uno specchio deformante positivo per esplorare angoli d’attacco inediti. Invece di chiedere idee generiche, insegna a interrogare lo strumento per trovare connessioni inaspettate, analogie o per simulare il punto di vista di diverse buyer personas. In questa fase, l’AI funge da partner creativo infaticabile, aiutandoti a mappare il territorio dell’argomento prima ancora di piantare la prima bandiera.

2. La ricerca delle fonti e il fact-checking

Un punto di merito del manuale Hoepli è l’onestà intellettuale sulla fallibilità della macchina. Julita dedica ampio spazio alla ricerca delle fonti, spiegando come istruire l’AI a lavorare su testi specifici da noi forniti per evitare le “allucinazioni” (ovvero quando l’AI inventa fatti o dati). Insegna, dunque, a usare l’intelligenza artificiale come un analista di documenti capace di sintetizzare concetti complessi, ma con il guinzaglio corto della verifica umana costante. È il passaggio dalla “fiducia cieca” alla “collaborazione critica”.

3. La prima stesura

Qui Julita introduce un approccio relativo alla costruzione modulare del testo. Non si chiede all’AI di generare 2.000 parole in un colpo solo (rischiando ripetizioni e superficialità), ma si procede per blocchi logici. Il metodo insegna a creare un’architettura del contenuto solida — definendo gerarchia delle informazioni e passaggi logici — e solo allora si passa alla stesura e all’ornamento finale, nell’editing, della “materia grezza”. Il risultato è un testo che ha già una direzione precisa, pronto per il tocco finale.

4. Editing e sensibilità editoriale umana

Questo è il momento in cui il copywriter riprende il controllo. Julita è categorico: la prima stesura dell’AI è solo il punto di partenza. Il vero valore aggiunto del professionista risiede nell’editing e nel labor limae. Il libro guida il lettore attraverso il processo di:

  • Affilatura del ritmo: eliminare le ridondanze tipiche dell’AI.
  • Iniezione dell’emozionalità: aggiungere aneddoti personali, ironia e sfumature emotive nonché la ricerca della parola giusta in un contesto specifico (che abbia il suo necessario valore semantico).
  • Controlli finali: assicurarsi che il testo “suoni” come se lo avessi scritto tu (o il tuo brand) e con lo stile necessario, verificare la tenuta narrativa, il “controllo del respiro del lettore” e molto altro.

La scrittura pratica con l’AI diventa così un atto di architettura linguistica.

Non manca, poi, anche il concetto della diffusione e della scalabilità del contenuto insieme a tutte le strategie pratiche per declinare lo stesso contenuto su diversi touchpoint (social, blog, newsletter).

Il libro scrivere con l’AI indaga anche le implicazioni legali della scrittura con l’AI

Un capitolo fondamentale, finale, riguarda le implicazioni legali e deontologiche della scrittura con l’AI, grazie all’intervista ad Alessandro Vercellotti, avvocato del digitale.

Ci troviamo in un momento storico in cui il quadro normativo riguardo il diritto d’autore e il copywriting non ha abbastanza precedenti giudiziari ed è in continua rimodulazione — nonostante  all’approvazione dell’AI Act europeo entrato in vigore l’1 agosto del 2024.

Il nodo legale viene sviscerato attraverso tre direttrici principali che definiscono il perimetro di sicurezza per chi scrive:

Il grande paradosso dell’AI risiede nella proprietà intellettuale: secondo le attuali interpretazioni giuridiche (sia in Europa che negli USA), un’opera per essere protetta da copyright deve possedere il requisito dell’originalità derivante da un apporto umano creativo. Julita chiarisce che un testo generato con un semplice “click” da un’intelligenza artificiale potrebbe non essere legalmente tutelabile, finendo teoricamente nel pubblico dominio.

Il libro spiega però come il metodo del Prompt Design diventi lo scudo legale del copywriter: più è complesso, strutturato e personalizzato l’intervento umano (nella fase di istruzione, revisione e rifinitura), più è probabile che il risultato finale possa essere considerato una creazione protetta. Julita insegna a documentare il proprio processo creativo per rivendicare con orgoglio (e prove alla mano) la paternità del contenuto.

Il libro “Scrivere con l’AI” di Fulvio Julita da per te se vuoi davvero imparare a scrivere bene con l’AI

Se vuoi imparare a scrivere bene usufruendo dell’aiuto dell’AI, “Scrivere con l’AI” di Fulvio Julita è un vero e proprio investimento sul tuo capitale professionale.

Il vero valore dell’AI non risiede nel possedere lo strumento, ma nella maestria con cui lo si governa. Fulvio Julita ci consegna le chiavi per smettere di essere spettatori passivi della rivoluzione tecnologica e diventare i protagonisti di un Copywriting 2.0 consapevole, etico e profondamente profittevole anche e soprattutto dal punto di vista professionale.

Questo libro è il punto di partenza ideale per chi vuole smettere di “provare prompt a caso”, per chi vuole farsi ascoltare davvero dall’AI.

Una lettura che cambia radicalmente la prospettiva della scrittura e del suo futuro: toglie l’ansia di essere sostituito e regala l’entusiasmo di scoprire quanto lontano può arrivare la tua creatività se supportata da un alleato che lavora con te e per te.

Qui su SmartworkingCoffee.it, crediamo fermamente che il futuro del lavoro non sia fatto di macchine che sostituiscono uomini, ma di professionisti capaci di evolvere, di imparare, di fare rete e di condividere le migliori pratiche per restare competitivi senza rinunciare alla propria libertà e qualità della vita. L’innovazione corre veloce, ma non devi percorrerla da solo.

Vuoi approfondire questi temi e confrontarti con chi, ogni giorno, sperimenta l’AI per migliorare il proprio business?

Unisciti alla nostra community di SmartworkingCoffee! Entra a far parte di un ecosistema di copywriter, marketer e nomadi digitali dove condividiamo spunti, test sui nuovi tool e riflessioni come quelle suscitate dal libro di Julita. Il futuro digitale è un viaggio collettivo: prendiamoci un caffè (anche virtuale) e progettiamolo insieme.

Scheda libro

Informazioni Tecniche

  • Titolo: Scrivere con l’AI (L’intelligenza artificiale generativa al servizio di copywriter e creativi)
  • Autore: Fulvio Julita
  • Genere: Saggistica / Digital Marketing / Manuale Professionale
  • Lunghezza: 238 pagine (una lettura fluida, pragmatica e ad alta densità di contenuti)
  • Editore e Uscita: Hoepli, 21 febbraio 2025
  • Col contributo editoriale di: Beniamino Buonocore, Cristiano Carriero, Laura Copelli, Lucia Tilde Ingrosso, Alessandra Perotti, Viola Serafini, Giorgio Taverniti, Alessandro Vercellotti, Roberta Zantedeschi.

Categorizzato in:

Recensioni Libri,